Le invasioni barbariche
È questo un periodo storico di cui mancano notizie precise sugli
avvenimenti accaduti in quest’area centuriata, e sulle condizioni di
vita degli assegnatari che probabilmente, come quelli dei territori
limitrofi, fuggirono terrorizzati, mentre le terre coltivate abbandonate
furono invase da selve, fitte boscaglie e paludi.
Qui, nel 568, giunsero anche i Longobardi, e la loro invasione fu tra
quelle più cruente, perché questo popolo non ebbe contatti con la civiltà
romana, le cui strutture sociali più non esistevano da ormai un secolo.
L’unica personalità istituzionale ancora esistente che avevano
incontrato era quella dell’episcopato, come a Treviso, il cui vescovo
Felice aveva offerto la sua collaborazione al loro re Agilulfo. I Longobardi
conquistarono tutta l’Italia, a eccezione di Roma, unita al Pontefice,
e Venezia che, pur rimanendo nominalmente soggetta all’esarca di
Ravenna, si governava da sola. Il loro regno in Italia, diviso in ducati,
tramontava dopo duecento anni di vita per ragioni d’indole interna, ma
anche per la lotta ingaggiata contro papa Leone III che, temendo per la
incolumità sua e quella del papato, chiese aiuto a Carlo Magno, re dei
Franchi, che li sconfisse nel 774, instaurando un nuovo assetto politico e
amministrativo. Nulla o poco sappiamo sugli avvenimenti accaduti qui dal VI
al X secolo, un periodo di guerre, di stragi e di oscurità nella storia
civile, mentre la luce si nascondeva e si manteneva solo nei cenobi
benedettini e degli eremi per opera del clero.
|